L’opzione donna, prevista inizialmente fino al 31 dicembre 2015 e poi prorogata negli anni, è una misura previdenziale rivolta alle lavoratrici di conseguire la pensione anticipata optando per il calcolo contributivo.
Ora, la Legge di Bilancio 2023 (n. 197 del 29 dicembre 2022), in vigore dal 1° gennaio 2023 ha rivoluzionato la disciplina di cui trattasi apportando sostanziali modifiche alla misura in argomento.
Infatti, il comma 292 dell’art.1 prevede questa possibilità, con requisiti da perfezionare entro il 31.12.2022, solo alle lavoratrici:
- a) che assistono, al momento della richiesta e da almeno 6 mesi, il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravità ai sensi della legge n. 104/1992 (art. 3, comma 3), ovvero un parente o un affine di secondo grado convivente qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravità abbiano compiuto i 70 anni di età oppure siano anch’essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti;
- b) che hanno una riduzione della capacità lavorativa, accertata dalle competenti commissioni per il riconoscimento dell’invalidità civile, superiore o uguale al 74%;
- c) licenziate o dipendenti da imprese per le quali è attivo un tavolo di confronto per la gestione della crisi aziendale.
Resta invariata l’anzianità contributiva richiesta pari a 35 anni, da maturare entro il 31.12.2022, ma cambia il requisito dell’età. Le lavoratrici caregiver e invalide almeno al 74% possono accedere al trattamento pensionistico con un’età anagrafica di almeno:
· 60 anni se senza figli;
- 59 anni se con 1 figlio;
- 58 anni se con almeno 2 figli.
Le lavoratrici licenziate o dipendenti da aziende in crisi, invece, devono aver perfezionato, sempre entro il 31.12.2022, 35 anni di contribuzione e 58 anni di età, indipendentemente dal numero dei figli.
Restano invece confermate le previgenti disposizioni in materia di decorrenza:
· 12 mesi di attesa dalla maturazione dei requisiti per le dipendenti,
· 18 mesi di attesa per le lavoratrici autonome, che accedono al pensionamento attraverso una delle gestioni speciali.









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