Accesso alla Pensione: da gennaio 2027 cambiano i requisiti
Con la Circolare n. 28 del 16 marzo 2026, l’INPS ha fornito importanti indicazioni circa l’applicazione delle disposizioni previste dalla Legge di Bilancio 2026 in materia di adeguamento dei requisiti pensionistici agli incrementi della speranza di vita per il biennio 2027-2028. In particolare, la Legge di Bilancio 2026 prevede un incremento dei requisiti di accesso al sistema pensionistico aumentando di un mese l’età anagrafica per accedere alla pensione di vecchiaia per l’anno 2027 e di tre mesi a decorrere dal 2028. In altre parole, il requisito dell’età per la pensione di vecchiaia si attesta a 67 anni e 1 mese nel 2027 e a 67…
Lavoro domestico: l’attività deve essere svolta presso il datore di lavoro
Lo svolgimento delle attività di lavoro domestico devono essere effettuate presso il datore di lavoro perché, in caso contrario, non possono considerarsi correlate al funzionamento della vita familiare dello stesso. Lo precisa la Corte di Cassazione con propria Ordinanza n. 24869 del 31 agosto 2026, affermando che uno degli elementi essenziali del lavoro domestico è proprio il rapporto tra datore e lavoratore che si esplica anche attraverso la condivisione degli spazi e della vita familiare. In tale contesto è infatti necessaria una correlazione inscindibile tra le finalità della prestazione (legata al funzionamento della vita familiare) e il soddisfacimento dei bisogni personali del datore e non di…
La procedura di stabilizzazione non preclude il diritto alle differenze retributive pregresse
Con propria Ordinanza n. 24179 del 28 luglio 2026, la Corte di Cassazione ha affermato che, nell’ambito del pubblico impiego privatizzato, laddove si verifichi un’illegittima reiterazione di contratti a tempo determinato, la successiva immissione in ruolo del lavoratore costituisce misura sanzionatoria tale da reintegrare le conseguenze pregiudizievoli dell’abuso subito quando sia connesso alla successione di contratti a termine con rapporto di causa-effetto. In tale situazione, la partecipazione alla procedura di stabilizzazione non esclude, se ne ricorrono i presupposti, il diritto ad eventuali differenze retributive derivanti dall’accertamento dello svolgimento in via di fatto di prestazioni di lavoro in forma subordinata rese in difformità rispetto alla qualificazione formale del rapporto precario esistente tra…
Licenziamento del lavoratore disabile per superamento del periodo di comporto
La Corte di Cassazione con propria Ordinanza n. 7973 del 31 marzo 2026, ha reso importanti chiarimenti un materia ribadendo che, in tema di licenziamento, costituisce discriminazione indiretta l’applicazione del periodo ordinario di comporto al lavoratore disabile perché la mancata considerazione dei rischi di maggiore morbilità dei lavoratori disabili trasmuta il criterio del computo del periodo di comporto breve in una prassi discriminatoria verso il particolare gruppo sociale protetto, in quanto in posizione di particolare svantaggio. Inoltre, la conoscenza dello stato di disabilità del lavoratore o la possibilità di conoscerlo secondo l’ordinaria diligenza da parte del datore di lavoro fa sorgere l’onere datoriale di acquisire, prima di procedere al licenziamento, informazioni sull’eventualità…
Lavoratori notturni e Indennità sostitutiva del servizio mensa
La Corte di Cassazione con propria Ordinanza n. 23453 del 17 luglio 2026 ha sancito che l’attribuzione del buono pasto è un’agevolazione di carattere assistenziale volta a conciliare le esigenze del servizio con le esigenze quotidiane del dipendente ed è condizionata all’effettuazione della pausa pranzo che, a sua volta, presuppone, come regola generale, solo che il lavoratore, osservando un orario di lavoro giornaliero di almeno sei ore, abbia diritto ad un intervallo non lavorato, restando irrilevanti la durata di tali intervalli e il fatto che l’orario di lavoro sia articolato in turni. Ciò significa che il diritto matura non in base alla durata della pausa ma dell’orario di lavoro che,…
Dimissioni per giusta causa dei lavoratori vittime di violenza e NASpI
Con proprio messaggio n. 2540 del 3 agosto 2026, l’INPS ha fornito rilevanti chiarimenti in merito al riconoscimento delle dimissioni per giusta causa ai fini dell’accesso all’indennità di disoccupazione NASpI in caso di recesso dal rapporto di lavoro per la tutela del bene supremo della vita da parte della lavoratrice o del lavoratore vittima di violenza. In particolare, l’Istituto chiarisce che gli atti persecutori o le forme di violenza di genere, ancorché provenienti da soggetti estranei all’ambiente professionale, possono, in linea di principio, integrare la situazione di oggettiva impossibilità della prosecuzione del rapporto di lavoro richiesta dall’articolo 2119 c.c. Tuttavia, il riconoscimento del diritto alla NASpI richiede…
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