4.0 per l’agricoltura (c. 454-459)
si prevede un bonus per le imprese attive nella produzione agricola, nella pesca e nell’acquacoltura per l’acquisto di beni strumentali 4.0.
Bonus design e ideazione estetica (c. 925) prorogato per il 2026.
Nuova Sabatini (c. 468)
per il 2026 rifinanziamento di 200 milioni di euro e per il 2027 di 450 milioni di euro del contributo a tasso agevolato per investimenti in nuovi macchinari.
Tobin Tax (c. 29-31) dal 1° gennaio 2026 entra in vigore un inasprimento della Tobin Tax che prevede il raddoppio delle aliquote sulle transazioni finanziarie: quella standard per il trasferimento di azioni e strumenti partecipativi sale dallo 0,2% allo 0,4%, mentre quella per la negoziazione ad alta frequenza passa dallo 0,02% allo 0,04%. Tali incrementi si estendono proporzionalmente anche ai tributi indiretti applicati alle operazioni di borsa nel mercato nazionale.
Tassa sui pacchi e rinvii (c. 125-128)
la riforma in materia di importazioni e consumi introduce dal 2026 un contributo fisso di 2 euro per ogni spedizione e-commerce proveniente da Paesi extra-UE con valore non superiore a € 150, somma riscossa direttamente dalle Dogane per coprire i costi amministrativi. Parallelamente, il legislatore ha disposto un nuovo rinvio per l’entrata in vigore della Plastic Tax e della Sugar Tax, la cui operatività è stata ufficialmente posticipata al 1° gennaio 2027.
Affitti brevi e soglia imprenditoriale (c. 17)
In tema di affitti brevi sebbene le aliquote della cedolare secca rimangano invariate al 21% per la prima unità immobiliare e al 26% per la seconda, dal 2026 scatta una presunzione di imprenditorialità più stringente. Chi mette a reddito più di due appartamenti vedrà la propria attività configurarsi come reddito d’impresa con tutti i conseguenti obblighi amministrativi e contabili.
Nuovi residenti e attrazione di capitali (c. 25-26)
L’imposta sostitutiva forfettaria sui redditi generati fuori dai confini nazionali subisce un incremento significativo, passando da 200.000 a 300.000 euro annui per il richiedente principale. L’adeguamento al rialzo coinvolge anche i familiari al seguito, per i quali l’imposta fissa raddoppia, passando da 25.000 a 50.000 euro.
Regime forfetario (c. 27)
Anche per il 2026 viene mantenuta la soglia di accesso più elastica per chi desidera avviare o mantenere una partita IVA in regime forfetario pur avendo un impiego dipendente. Il limite di reddito da lavoro dipendente (o pensionistico) che funge da causa ostativa rimane fissato a 35.000 euro, consolidando l’innalzamento rispetto ai precedenti 30.000 euro.
Nuova disciplina per le cripto-attività (c. 28)
Il trattamento fiscale degli asset digitali viene rimodulato con un focus particolare sui “token di moneta elettronica” denominati in euro. Per queste specifiche attività, l’aliquota sulle plusvalenze viene fissata al 26%, allineandola ad altre rendite finanziarie. Una novità di rilievo riguarda la neutralità fiscale delle operazioni di conversione: lo scambio tra valuta legale (euro) e i relativi token non genera più plusvalenze o minusvalenze tassabili, così come rimane esente il rimborso del valore nominale in euro, semplificando notevolmente gli adempimenti per i detentori di questi strumenti.
Accise (c. 119-125, 129 e 859)
Questo è probabilmente l’intervento più doloroso per le tasche degli italiani: infatti parliamo di aumenti dei costi dei prodotti di largo consumo come, in primis, tabacco e carburante che, invitabilmente, finiscono per condizionare anche i costi e conseguentemente l’acquisto dei beni di prima necessità. Ma vediamoli nel dettaglio:
- Tabacco
la riforma delle accise per il triennio 2026-2028 introduce rincari progressivi su sigarette e il tabacco trinciato ed “elettronico” nonchè norme restrittive per i sacchetti di nicotina. La Manovra non prevede un aumento “una tantum“, analogo ai piccoli ritocchi al rialzo effettuati in passato, ma un piano triennale di rincari graduali che porterà i pacchetti di fascia alta verso la “soglia psicologica” dei 10 euro entro il 2028. Per le sigarette tradizionali l’aumento immediato nel 2026 sarà di circa 15 centesimi a pacchetto, ma questo è solo l’inizio di una scalata già programmata, che vedrà incrementi di 25 e 40 centesimi nei due anni successivi. Per uniformare la tassazione, analoghi aumenti colpiranno anche il tabacco trinciato e i sigari. Non si salvano neppure i consumatori di prodotti di nuova generazione, come le E-cig e il tabacco riscaldato: per i liquidi da inalazione l’aggravio su ogni confezione sarà di circa 1,50 euro per quelli con nicotina e 1 euro per quelli senza.
- Carburante
Dal 1° gennaio, il costo della vita subirà un’impennata dovuta soprattutto al riallineamento delle accise sui carburanti: possono sorridere i possessori di automobili a benzina mentre l’alimentazione a gasolio risulta sempre meno incentivata. Infatti con il nuovo meccanismo previsto dalla Legge di Bilancio 2026, l’imposta di consumo, comunemente detta “accisa”, sulla benzina scende di 4,05 centesimi, mentre quella sul gasolio sale della stessa identica cifra: 4,05 centesimi al litro. Quindi da gennaio il rapporto benzina/diesel si ribalterà e vedremo il sorpasso di quest’ultimo che, storicamente, è sempre costato meno della “verde”. Secondo i calcoli diffusi dal Codacons, le ricadute medie saranno le seguenti: singolo pieno (50 litri): +2,47 euro rispetto a oggi; spesa annua (media 2 pieni al mese): +59,3 euro a vettura; rincaro complessivo: considerando anche l’aumento di maggio, il costo di un pieno è salito di 3,38 euro rispetto a un anno fa (+81,1 euro annui). Tuttavia il gasolio agricolo e commerciale rimane in gran parte escluso o meno impattato, grazie a regimi agevolati e crediti d’imposta, sebbene l’aumento dell’accisa ordinaria si ripercuota indirettamente anche sul rimborso per l’autotrasporto.
- Beni di prima necessità
Quello che potremmo definire un “rincaro occulto” riguarda i beni di prima necessità che troviamo sugli scaffali del supermercato. Nel mirino della manovra, anche se indirettamente, rientrano anche i carrelli della spese a causa dell’effetto domino creato dall’aumento delle accise sul carburante. Vero è che l’aumento del gasolio colpisce duramente il settore dell’autotrasporto ma è altresì vero che in Italia l’85% delle merci viaggia su gomma: pertanto il rialzo dei costi del carburante per i tir si trasferirà inevitabilmente sui prezzi dei beni di prima necessità quali, tra gli altri, frutta, verdura, latte, uova e pane. Ma attenzione: il costo di ogni bene che deve essere spostato dal luogo di distribuzione al consumatore finale è soggetto ad aumentare come, ad esempio, i materiali edili e i prodotti industriali.
- birre
La tassazione sulla birra subisce un lieve ritocco al rialzo fissato a 2,98 euro per ettolitro/grado-Plato, con un ulteriore micro-aumento previsto dal 2028.
Riscatto laurea
Cancellata la stretta sulle lauree brevi (tre anni), secondo cui dal 2031, in caso di riscatto, ai fini del calcolo del requisito degli anni di contributi per andare in pensione, sarebbero stati tagliati sei mesi. Il taglio sarebbe salito a 12 mesi dal 2032, a 18 dal 2033 a 24 dal 2034 e a 30 dal 2035. A regime, quindi, su un riscatto di tre anni solo sei mesi sarebbero serviti a raggiungere la pensione prima e ciò avrebbe comportato l’inevitabile conseguenza che il riscatto sarebbe risultato estremamente sconveniente e sarebbero diminuiti i pensionamenti anticipati.
cumulo con i fondi pensione
Non è stata confermata la possibilità, introdotta con la manovra 2025, per i lavoratori del settore privato che hanno versamenti interamente nel sistema contributivo e pertanto hanno iniziato a lavorare dopo il 01 gennaio 1996 di poter cumulare i contributi versati ai fondi pensione con quelli all’Inps per raggiungere un importo dell’assegno pari ad almeno tre volte il minimo (2,8 le donne, 2,6 con due o più figli) ed avere così il diritto di lasciare il lavoro a 64 anni (con 25 di contributi). Tagliati i fondi stanziati per i lavoratori precoci (un anno di lavoro prima dei 19 anni) e che svolgono attività usuranti, i quali possono lasciare il lavoro prima degli altri.
bonus bebè
Per incentivare la natalità e contribuire alle spese per il suo sostegno è previsto un bonus di € 1.000 per ogni figlio nato o adottato da gennaio 2025 per famiglie con ISEE non superiore a € 40.000 annui.
Congedi parentali e bonus asilo nido
La Manovra ha ampliato il periodo di congedo parentale indennizzato all’80% a tre mesi complessivi entro il sesto anno di vita del figlio. Si interviene inoltre sul bonus per gli asili nido migliorando quanto fatto l’anno scorso: si prevede che, per i nati dal 2024 in nuclei con redditi ISEE inferiori a € 40.000, il beneficio sarà portato a € 3.600 e riconosciuto a prescindere dalla presenza di altri figli, estendendo pertanto la platea coinvolta. Viene inoltre confermata anche l’esclusione delle somme relative all’assegno unico universale nella determinazione del reddito ISEE utile ai fini dell’accesso ai benefici per i nuovi nati e per le spese relative alla frequenza degli asili nido.
Esonero contributivo per le mamme lavoratrici
Confermato ed esteso alle lavoratrici a tempo determinato e a quelle autonome, anche con reddito d’impresa che non optano per il regime forfettario, il bonus mamme lavoratrici. Si tratta di uno sgravio contributivo che dal 2025 spetta alle lavoratrici madri di due o più figli, fino al compimento del decimo anno d’età del figlio più piccolo, mentre dal 2027, per le madri con tre o più figli l’esonero contributivo spetta fino al compimento del 18° anno d’età del figlio più piccolo. L’esonero è riconosciuto soltanto a condizione che la retribuzione o il reddito imponibile ai fini previdenziali non sia superiore a € 40.000 annui.
Fondo garanzia mutui per la prima casa
Prorogata per tutto il triennio 2025-2027 la misura che agevola l’accesso al mutuo prima casa, usufruendo della garanzia dello Stato, per alcune categorie: giovani coppie, famiglie numerose e giovani under 36.
Carta “dedicata a te”
E’ stata rifinanziata la carta “Dedicata a te” per l’acquisto di beni alimentari di prima necessità per famiglie con ISEE non superiore a € 15.000 e incrementata, in via permanente, la dotazione del Fondo per la distribuzione di derrate alimentari alle persone indigenti.
Bonus elettrodomestici
Per sostenere la competitività dell’industria, l’occupazione e l’efficienza energetica domestica, nel 2025 è previsto un contributo ai consumatori finali per l’acquisto di elettrodomestici ad alta efficienza energetica. Il contributo è pari al 30% del costo dell’elettrodomestico, fino a un massimo di 100 euro per ciascun acquisto, elevato a € 200 per famiglie con un ISEE inferiore a € 25.000.
Interventi sulle detrazioni
La manovra introduce un limite massimo alle detrazioni fiscali per i contribuenti con redditi superiori a € 75.000 garantendo però maggiori agevolazioni alle famiglie con più di due figli a carico e alle famiglie con figli disabili. Le spese sanitarie e quelle relative ai mutui contratti fino al 31 dicembre 2024 sono escluse dal tetto della revisione delle detrazioni. La detrazione potrà arrivare fino a un massimo di 14.000 euro nella fascia di reddito tra € 75.000 e € 100.000 mentre per la fascia di reddito tra € 100.000 e € 120.000 la detrazione massima sarà di € 8.000. È inoltre previsto lo stop alle detrazioni per i figli oltre i 30 anni, con l’eccezione dei figli disabili, per i quali le detrazioni continuano a essere garantite senza limiti di età. Innalzato a € 1.000 il tetto delle detrazioni fiscali per le spese scolastiche nelle scuole paritarie.
Confermato il Bonus Maroni
La Manovra 2026 ha confermato l’agevolazione che riconosce in busta paga la quota di contributi a carico del lavoratore per quanti – in possesso dei requisiti per il pensionamento anticipato – decidano di restare al lavoro (cd. Bonus Maroni antenato del bonus Giorgetti). Viene ampliata la portata della disposizione sul piano soggettivo includendo anche i soggetti che al 31 dicembre 2025 hanno maturato i requisiti per il pensionamento anticipato indipendente dall’età anagrafica e viene anche prevista l’esclusione dall’imponibile fiscale della somma corrispondente alla quota di contribuzione corrisposta interamente al lavoratore.
Benefici per l’occupazione
Prorogata, per i prossimi tre anni, la maggiorazione del 20% della deduzione relativa al costo del lavoro derivante da nuove assunzioni di dipendenti a tempo indeterminato effettuate da imprese e professionisti. La deduzione può arrivare fino al 130%, nel caso di assunzioni stabili di particolari categorie di soggetti (disabili, giovani under 30 ammessi agli incentivi occupazione, mamme con almeno due figli, donne vittime di violenza, ex percettori del reddito di cittadinanza).
Premi produttività detassati
Prorogata fino al 2027 la riduzione dal 10% al 5% dell’imposta sostitutiva sui premi di risultato o di partecipazione agli utili d’impresa.
Fringe benefit
Confermata per il triennio 2025-2027 la soglia di esenzione fiscale per i fringe benefit ossia € 1.000 euro per i lavoratori senza figli e fino a € 2.000 per quelli con figli. Per i nuovi assunti a tempo indeterminato con reddito fino a € 35.000 nell’anno precedente, che accettano di trasferire la residenza di oltre 100 chilometri, le somme erogate o rimborsate dai datori di lavoro per il pagamento dei canoni di locazione e delle spese di manutenzione non concorrono a formare il reddito ai fini fiscali entro il limite complessivo di € 5.000 annui per i primi due anni dalla data di assunzione.
Aumento soglia flat tax
Sale da € 30.000 a € 35.000 la soglia di reddito da lavoro dipendente o da pensione che permette di beneficiare della flat tax al 15%.
Interventi per gli Investimenti delle imprese
Riduzione dal 24% al 20% dell’aliquota Ires per le imprese che reinvestono l’80% degli utili, di cui almeno il 30%per investimenti in beni 4.0 e 5.0, e che assumano l’1% di lavoratori in più. Per favorire gli investimenti privati per il 2025 vengono stanziati 1,6 miliardi di euro destinati a finanziare un credito di imposta per le imprese che effettuano l’acquisizione dei beni strumentali destinati a strutture produttive ubicate nel Mezzogiorno. Inoltre, per favorire la quotazione delle piccole e medie imprese su mercati regolamentati o sistemi multilaterali di negoziazione di uno Stato membro dell’Unione europea o dello Spazio economico europeo, viene prorogato per tre anni il credito d’imposta del 50% delle spese di consulenza sostenute.
Maggiori controlli sui fondi pubblici
La legge di bilancio 2025 prevede un rafforzamento dei controlli sull’utilizzo dei fondi statali. Per le aziende e gli enti destinatari di contributi pubblici in cui vi siano rappresentanti del Mef, questi esercitano il controllo. In tutti gli altri soggetti e organismi sarà il collegio sindacale o comunque il soggetto incaricato al controllo di qualunque tipo esso sia, ad accertare che le risorse pubbliche sono state utilizzate secondo le finalità indicate dalla legge con una relazione annuale da inviare al Mef.








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