L’importo della pensione in arrivo a settembre 2026 potrebbe essere sensibilmente ridotto a causa della mancata comunicazione dei redditi e possibili rimborsi o conguagli Irpef legati al modello 730.
La trattenuta del 5%, già applicata sulla pensione di agosto, sarà presente anche nel rateo di settembre. Ma il taglio riguarda solo pensionati che ricevono prestazioni collegate al reddito e che non hanno inviato all’Inps le informazioni reddituali richieste.
Sul cedolino è possibile riconoscerla attraverso la dicitura: «Trattenuta per mancata comunicazione reddito art. 35, comma 10-bis, D.L. n. 207/2008».
Il calcolo non viene quindi effettuato sul netto percepito a settembre, ma prende come riferimento l’importo lordo della pensione di luglio. Questa trattenuta non sarà definitiva: si tratta della sospensione delle prestazioni collegate al reddito in seguito alla mancata comunicazione delle informazioni richieste da parte di quei pensionati che ricevono anche prestazioni il cui riconoscimento dipende dalla situazione reddituale. Tra queste rientrano, ad esempio, l’integrazione al trattamento minimo, le maggiorazioni sociali e la quattordicesima.
In altre parole, parliamo di prestazioni che l’INPS può riconoscere inizialmente in via provvisoria e che devono poi essere confermate sulla base dei redditi effettivamente percepiti.








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