La Corte di Cassazione con propria Ordinanza n. 7973 del 31 marzo 2026, ha reso importanti chiarimenti un materia ribadendo che, in tema di licenziamento, costituisce discriminazione indiretta l’applicazione del periodo ordinario di comporto al lavoratore disabile perché la mancata considerazione dei rischi di maggiore morbilità dei lavoratori disabili trasmuta il criterio del computo del periodo di comporto breve in una prassi discriminatoria verso il particolare gruppo sociale protetto, in quanto in posizione di particolare svantaggio. Inoltre, la conoscenza dello stato di disabilità del lavoratore o la possibilità di conoscerlo secondo l’ordinaria diligenza da parte del datore di lavoro fa sorgere l’onere datoriale di acquisire, prima di procedere al licenziamento, informazioni sull’eventualità che le assenze per malattia del dipendente siano legate allo stato di disabilità, allo scopo di individuare possibili accorgimenti ragionevoli la cui adozione presuppone un confronto tra le parti, fase ineludibile della fattispecie complessa del licenziamento.








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